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Progetti > Desertificazione > Area di studio
Typic Udivitrand on pumices, Mt. Vico

Area di Studio

 

Riportandosi alla definizione dell'UNCCD, l'area di studio coincide con la parte del territorio Italiano che presenta clima arido, semi-arido o sub-umido secco. Fenomeni di degrado del suolo in altre aree non dovrebbero essere considerati "desertificazione". Si pone la questione di definire i limiti geografici di questi climi. Riprendendo ancora le definizioni della Convenzione della UNCCD, le aree aride, semi-aride e sub-umide secche sono quelle in cui il rapporto fra le precipitazioni annuali e l'evapotraspirazione potenziale è compreso fra 0.05 e 0.65. Queste sogli sono indicative a scale almeno regionali, dove vi è una chiara transizione fra le classi, corrispondente a un mutamento marcato dell'ambiente e dei processi di degrado. Nel caso dell'Italia, ciò non avviene, e l'interpretazione rigida delle soglie appare molto arbitraria. In più, non è possibile con i dati a nostra disposizione, creare una mappa affidabile dell'indice di aridità a scala nazione. I problemi che si presentano riguardano innanzitutto la qualità e la quantità dei dati e, poi, la possibilità di estendere i valori puntuali delle stazioni meteorologiche al resto del territorio. Nessun metodo di spazializzazione, con la densità dei dati meteorologici a nostra disposizione, appare adeguato. Il calcolo dell'indice di aridità più corretto si dovrebbe basare sulla formula di Penman Monteith per quanto riguarda l'evapotraspirazione potenziale. 

In rosso, è evidenziata l'area di studio

Questa formula prevede però l'utilizzo di molti parametri che non sempre sono disponibili. L'utilizzo di formule alternative, in particolare Hargreaves-Samani, permette il calcolo dell'indice di aridità anche in presenza di minori informazioni, ma introduce un primo errore. Va considerato anche che le stazioni di cui si hanno i dati non sempre presentano valori affidabili e la loro validazione è un problema che non sempre si riesce a risolvere. Il numero di stazioni a disposizione è comunque limitato. Si è scelto quindi di non effettuare una spazializzazione automatica di questi indici climatici. I tentativi fatti in questo senso in una prima fase sono stati insoddisfacenti, così come insoddisfacenti ai nostri scopi si sono rivelate carte dell'indice di aridità prodotte da altri istituti. Rimane tuttavia la necessità di identificare un'area di studio, sia per correttezza dello studio, sia per potersi concentrare su quella parte del territorio effettivamente soggetta a rischio di desertificazione senza disperdere tempo e risorse su quelle zone dove questo fenomeno non esiste. Si è scelto di quindi di analizzare ogni singola Regione Pedologica (o Soil Region), verificando la sua classificazione climatica e integrando queste informazioni con i dati puntuali sull'indice di aridità e sulle elaborazioni pedoclimatiche. Il risultato è mostrato in figura. Il discorso climatico come fattore della desertificazione viene considerato in un secondo momento nei modelli di valutazione, per cui la sua funzione non si esaurisce con la delimitazione dell'area di studio.